La recente sentenza emessa dalla Cassazione (9 gennaio 2007) riguardo il file-sharing, è stata erroneamente interpretata e diffusa dai media, lasciando intendere che, citando il quotidiano la Repubblica, “lecito scaricare file protetti
basta non usarli a scopo di lucro”.
In realtà scaricare senza autorizzazione file protetti da diritto d’autore non è legale. La sentenza, tral’altro, non è per nulla innovativa poichè la legge Urbani (attualmente in vigore in Italia) prevede che:
“chi scarica file protetti da diritto d’autore – il semplice downloader – è punito con una sanzione amministrativa pecuniaria di euro 154 e sanzioni accessorie della confisca del materiale e della pubblicazione del provvedimento su un giornale quotidiano a diffusione nazionale” (art. 171-ter, comma 2, lett. a-bis);
mentre “chi condivide, cioè chi è uploader, file protetti da diritto d’autore, anche senza fini di lucro, viene punito con la reclusione da uno a quattro anni e con la multa da cinque a trenta milioni di lire” (art. 171-ter, comma 2, lett. a-bis).
Il caso analizzato dalla Cassazione, che ha suscitato tanto scalpore, si riferisce ad un fenomeno diverso. Gli imputati infatti sono accusati di aver immagazzinato i dati coperti da diritto d’autore, su un server del tipo Ftp, e di averli distribiuti a pagamento abilitandone l’accesso tramite un codice ed una password. Questa pratica non ha nulla a che vedere con una rete peer-to-peer.
Inoltre è bene tenere presente che la sentenza si riferisce a un caso precedente alla legge del 2004 sul diritto d’autore.
Da non trascurare un aspetto importante della dinamica dei programmi utilizzati per il P2P (peer-to-peer). Questi programmi infatti, agevolano il download agli utenti che contribuiscono al sistema condividendo dei file (limewire addirittura fa uso di server che richiedono un numero minimo di Gigabyte condivisi per accedere ai servizi).
Quindi di fatto viene commesso un reato punibile penalmente, senza considerare la sanzione amministrativa per il download, indipendentemente dall’uso che viene fatto dei file.
In conclusione, pur trattandosi di un fenomeno largamente diffuso in Italia, il file-sharing resta illegale.